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CASTEL MELLA: Pantera Beat

CASTEL MELLA: Pantera Beat

Un attore per otto personaggi, in un atto unico in dialetto bresciano.
in scena Enrico Re Regia Silvio Gandellini
Sullo sfondo di un sistema sociale ed economico in selvaggia e repentina trasformazione, dentro gli ultimi echi di un ambiente religioso, catechizzato e magico, Pantera Beat è il racconto di una formazione e di una crescita umana permanente e continua, dagli anni ’60 ai giorni nostri.


Al centro del racconto la figura del giovane Pantera, coraggiosamente ingenua e fisicamente dirompente, sintomo anch’essa di qualcosa che, con l’apparire della società dei consumi, si impone ed afferma: la figura del fuori di testa distruttore di sé stesso, immagine psichedelica che va caricandosi e colorandosi di particolari e dettagli anch’essi rappresentativi del nuovo che avanza, la musica rock, lo sballo, la trasgressione.
Una diversità stucchevole, disarmante e romantica da commedia dell’arte ed insieme “tragedia umana” che riesce ancor oggi a regalarci una risata liberatoria dentro le regole della società, così come il vero romanzo di M. Shelley sulla creatura del dottor Frankenstein riesce a regalarci qualche barlume di catartica comprensione
per i mostri che noi stessi creiamo.
Pantera il fuori dalla grazia di Dio, Pantera il devastato, Pantera il Mick Jagger delle case Gescal...è la nostrana opera pop alla quale il ragazzino che si forma e cresce, guarda con curiosità e timore, ammirazione ed estraneità, oscillando tra desiderio di emulazione, umana comprensione, senso di colpa e salvifici proponimenti, all’interno di un bestiario bresciano il cui corollario di ambienti, persone e alfabeti concorrono a formarlo al pari del personaggio Pantera, sin dentro la sua carne, “come forma del suo spirito”.

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